Accelerare l’applicazione di soluzioni climatiche promettenti

Lancio del Climate Solutions Hub all’interno del settore ETH

19.10.2026
Zooey Braun

Il nuovo Climate Solutions Hub si trova nell’UNIT STEP2 (ultimo piano, al centro) dell’edificio modulare dedicato alla ricerca e all’innovazione NEST dell’Empa e dell’Eawag a Dübendorf.

La crisi climatica richiede soluzioni rapide ed efficaci, eppure molte tecnologie climatiche promettenti rimangono bloccate nella fase di progetti pilota e dimostrativi. Ciò che manca è il passo verso un'ampia implementazione. È proprio qui che entra in gioco il nuovo Climate Solutions Hub (CSH) dell’Empa e dell’Eawag: esso indaga sui motivi per cui le soluzioni climatiche trasformative non riescono a essere scalate e, insieme a partner provenienti dal mondo della ricerca, dell’industria e del settore pubblico, sviluppa strategie per superare tali ostacoli. Di conseguenza, il CSH è tra i primi centri di ricerca al mondo a concentrarsi esplicitamente sulla scalabilità di soluzioni climatiche innovative.

I progetti pilota che utilizzano materiali da costruzione a emissioni negative di CO₂, tecnologie di riutilizzo dell’acqua o infrastrutture blu-verdi – ovvero aree urbane interconnesse dedicate all’acqua e alla vegetazione – dimostrano che esiste un numero crescente di soluzioni per evitare le emissioni di gas serra o per adattarsi ai cambiamenti climatici. Tuttavia, tra una soluzione tecnicamente valida e la sua ampia implementazione in edifici, città o sistemi di servizi reali si frappone un passo decisivo: la scalabilità. 

«Questo divario di attuazione raramente deriva da ostacoli tecnici insormontabili», afferma Christian Binz, co-direttore del Climate Solutions Hub e responsabile del gruppo “Transizioni di sostenibilità e studi sull’innovazione” presso l’Eawag. «Molto più spesso, la causa è da ricercarsi in ostacoli non tecnologici: barriere normative, mancanza di investimenti, conoscenze insufficienti o mancanza di accettazione».

L’importanza dell’interazione tra questi fattori è illustrata dall’esempio del riutilizzo decentralizzato dell’acqua a Bengaluru, in India. Nel progetto WaterReuseLab, i ricercatori dell’Eawag hanno studiato come il riutilizzo decentralizzato dell’acqua potesse essere esteso su larga scala in questa metropoli afflitta dalla scarsità idrica. Oltre alla tecnologia in sé, il progetto si è concentrato sull’accettazione da parte degli utenti, sui quadri giuridici e su modelli di business sostenibili. Il risultato: oltre a una tecnologia a basso costo, robusta e di facile utilizzo, è stata introdotta una nuova legislazione in collaborazione con organizzazioni partner locali e sono stati sviluppati modelli di business innovativi che hanno creato un mercato locale per le acque reflue trattate. Il WaterReuseLab ha così contribuito a un profondo cambiamento di mentalità riguardo al riutilizzo decentralizzato delle acque reflue a Bengaluru e ha gettato le basi per l’implementazione su larga scala di tali tecnologie – ben oltre i confini della città stessa.

«Il ridimensionamento non è un passaggio lineare da “piccolo” a “grande”, ma un complesso processo di trasformazione», spiega Peter Richner, co-direttore del Climate Solutions Hub e ricercatore dell’Empa. «Una tecnologia deve poter essere integrata nelle infrastrutture, nei mercati, nelle istituzioni e nelle pratiche sociali esistenti. Quali fattori siano determinanti in questo processo dipende dalla soluzione specifica e dal suo contesto».

Dalle singole innovazioni a un modello di scalabilità

Per aiutare le soluzioni climatiche promettenti a compiere il salto verso un’applicazione su larga scala, il CSH – in quanto nuova struttura all’interno del settore ETH – collega tre pilastri: lo sviluppo tecnologico, i dimostratori e i Living Labs, nonché l’integrazione delle scienze sociali. Il fulcro è rappresentato dalla «Innovation Scaling Platform». Essa esamina gli ostacoli alla diffusione da una prospettiva socio-tecnica integrata, concentrandosi sulle soluzioni climatiche del settore ETH che sono già state validate in applicazioni pilota ma non hanno ancora raggiunto un’adozione su larga scala. In collaborazione con esperti del mondo scientifico e professionale, vengono sviluppati progetti che affrontano specifici ostacoli alla diffusione.

Una componente chiave è costituita dai dimostratori e dai Living Labs, dove le innovazioni possono essere testate in condizioni reali insieme ai futuri utenti per identificare specifici ostacoli alla diffusione e risolverli in collaborazione con la ricerca. Tra questi figurano NEST e PATH dell’Empa e dell’Eawag, il WaterHub, nonché ambienti di prova urbani in Svizzera e a Bengaluru.

Le conoscenze acquisite dai singoli progetti sono destinate a essere utilizzabili al di là del caso applicativo specifico. L’hub sviluppa i cosiddetti «Scaling Templates» – linee guida orientate alla pratica con strategie e strumenti concreti per sostenere la diffusione di una determinata soluzione. Allo stesso tempo, vengono create e rafforzate coalizioni di attori per sostenere e guidare il processo di diffusione a lungo termine.

Soluzioni infrastrutturali a impatto positivo sul clima come leva fondamentale

Nella sua prima fase, il CSH si concentra sulle infrastrutture a impatto positivo sul clima – un ambito con un potenziale particolarmente elevato per la protezione del clima e l’adattamento ai cambiamenti climatici. L’attenzione è rivolta a tre ambiti d’intervento: l’edilizia ottimizzata in termini di CO₂, soluzioni circolari per l’acqua e i servizi igienico-sanitari e le infrastrutture blu-verdi.

Nel settore dell’edilizia, l’hub studia, ad esempio, come il calcestruzzo a emissioni negative di CO₂, le strade a impatto zero o i ponti compatibili con il clima possano passare da progetti pilota a componenti consolidati dell’ambiente costruito. Nel settore idrico e dei servizi igienico-sanitari, l’attenzione si concentra sul riutilizzo dell’acqua all’interno degli edifici o sulla trasformazione dell’urina umana in fertilizzante di alta qualità. Per quanto riguarda le infrastrutture blu-verdi, l’accento è posto sull’adattamento delle città al calore, alla siccità e alle piogge torrenziali. Il portafoglio è destinato ad essere continuamente ampliato nei prossimi anni.

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