Ricerca sull'idrogeno su scala industriale

Il KIT inaugura una nuova piattaforma di ricerca dedicata alle tecnologie integrate per l'idrogeno presso l'Energy Lab

26.06.2026
Amadeus Bramsiepe, KIT

Il condensatore raffredda l'idrogeno gassoso fino a temperature criogeniche (

Con il lancio della Hydrogen Integration Platform (HIP), l’Istituto di Tecnologia di Karlsruhe (KIT) amplia la propria infrastruttura di ricerca sulle tecnologie dell’idrogeno nel Campus Nord. La piattaforma collega impianti e prototipi lungo l’intera catena del valore dell’idrogeno: dall’elettrolisi e dalla liquefazione, passando per lo stoccaggio e il trasporto, fino all’utilizzo nel sistema energetico. In condizioni realistiche, i ricercatori studiano come le tecnologie a idrogeno possano essere integrate in futuro in modo affidabile, flessibile ed efficiente in un sistema energetico a impatto zero sul clima.

La Hydrogen Integration Platform (HIP) riunisce diversi impianti dimostrativi per lo stoccaggio, la distribuzione e l’utilizzo dell’idrogeno. Il 18 giugno 2026 il KIT ha inaugurato la nuova infrastruttura di ricerca nel Campus Nord, all’interno dell’area dell’Energy Lab.

«Con la Hydrogen Integration Platform abbiamo creato al KIT un ambiente di ricerca altamente innovativo, poiché consente di studiare l’interazione tra diverse tecnologie a idrogeno», afferma il professor Oliver Kraft, vicepresidente per la ricerca, la didattica e gli affari accademici del KIT. «Ciò consente di sviluppare nuove soluzioni per un sistema energetico climaticamente neutro non solo in laboratorio, ma anche di testarle in condizioni realistiche».

Infrastruttura di ricerca per i sistemi a idrogeno del futuro

Il cuore della HIP è il più grande impianto non commerciale di liquefazione dell’idrogeno della Germania. L’impianto è in grado di liquefare 50 chilogrammi di idrogeno al giorno e lo mette a disposizione sia per i progetti di ricerca del KIT sia per i partner esterni. A ciò si aggiungono ambienti di prova per i sistemi di accumulo di energia, simulazioni in tempo reale della loro integrazione nelle future reti energetiche e nuovi processi di elettrolisi. I ricercatori intendono inoltre studiare i motori a idrogeno per il trasporto ferroviario in condizioni realistiche. «Grazie all’HIP possiamo testare componenti fondamentali della catena del valore dell’idrogeno in un’infrastruttura integrata», spiega il professor Giovanni De Carne dell’Istituto di Fisica Tecnica (ITEP) del KIT e futuro direttore dell’impianto. «Ciò apre nuove possibilità per sviluppare ulteriormente le tecnologie in modo mirato e adattarle ad applicazioni concrete.»

Inoltre, nell’area dell’HIP sta prendendo forma un percorso di prova per una conduttura energetica ibrida, in cui è possibile trasportare contemporaneamente idrogeno liquido ed energia elettrica. A tal fine, i ricercatori combinano una conduttura per l’idrogeno liquido a temperature estremamente basse con cavi elettrici superconduttori, che a tali temperature trasmettono l’energia elettrica praticamente senza perdite. L’infrastruttura potrebbe trasportare in modo efficiente grandi quantità di energia su lunghe distanze – ad esempio dai parchi eolici e solari o dai terminal portuali agli impianti industriali, agli aeroporti o ai centri logistici. «Le condutture energetiche ibride possono diventare delle vere e proprie autostrade energetiche compatte per una futura economia dell’idrogeno», afferma la professoressa Tabea Arndt dell’ITEP. «La combinazione tra conduttura per l’idrogeno e cavi superconduttori consente di integrare in modo flessibile l’approvvigionamento energetico, l’industria e la mobilità». Anche i motori superconduttori per veicoli di grandi dimensioni potrebbero trarre vantaggio dalla combinazione con l’idrogeno liquido. Anche questo aspetto sarà oggetto di studi sperimentali da parte dei partecipanti al progetto.

Ricerca per lo sviluppo dell’economia dell’idrogeno

Con l’HIP, il KIT crea una piattaforma sulla quale è possibile studiare e sviluppare ulteriormente sistemi complessi a idrogeno in condizioni vicine alla realtà. Essa consente di testare tempestivamente nuove tecnologie, sviluppare strategie operative e analizzarne l’interazione con le reti elettriche e le applicazioni industriali. In futuro, l’infrastruttura di ricerca rafforzerà ulteriormente la collaborazione con i partner industriali e contribuirà a accelerare l’introduzione delle nuove tecnologie a idrogeno.

Nota: questo articolo è stato tradotto utilizzando un sistema informatico senza intervento umano. LUMITOS offre queste traduzioni automatiche per presentare una gamma più ampia di notizie attuali. Poiché questo articolo è stato tradotto con traduzione automatica, è possibile che contenga errori di vocabolario, sintassi o grammatica. L'articolo originale in Tedesco può essere trovato qui.

Altre notizie dal dipartimento scienza

Le notizie più lette