Modellare la luce come mai prima d’ora – con i cristalli fotonici temporali

Una scoperta sperimentale rivoluzionaria apre la strada al controllo ultraveloce della luce nella gamma dei terahertz

03.08.2026
B. Schröder/HZDR

Un'onda elettromagnetica nel range dei terahertz induce modulazioni temporali intense e rapide che danno origine a un cristallo fotonico temporale: un reticolo cristallino nel tempo per i fotoni.

Un team internazionale di ricercatori dell’École polytechnique, del Collège de France e dell’Helmholtz-Zentrum Dresden-Rossendorf (HZDR) ha raggiunto un primato mondiale: la realizzazione sperimentale di un cristallo fotonico temporale (PTC) interamente ottico, un materiale le cui proprietà ottiche possono essere modulate in modo significativo e periodico nel tempo su scale ultraveloci. Pubblicata su Nature (DOI: 10.1038/s41586-026-10825-9), questa scoperta rivoluzionaria sfrutta la sorgente terahertz superradiante TELBE dell’HZDR per portare il sistema in un nuovo regime di interazione luce-materia nella gamma dei terahertz. Questa scoperta apre la strada al calcolo ottico ultraveloce, a nuovi sistemi di telecomunicazione e, in ultima analisi, a nuovi tipi di laser terahertz.

Modellare le proprietà della luce mentre interagisce con i materiali è alla base di molte scoperte e progressi tecnologici, che si tratti di fibre ottiche nelle telecomunicazioni, laser come sorgenti luminose o sensori per la chimica e la biologia.

All’École polytechnique, gli scienziati stanno gettando le basi per una tecnologia che deve ancora essere ampiamente sfruttata: il prof. Yannis Laplace, assistente presso l’École polytechnique, e il suo team del Laboratorio dei Solidi Irradiati (LSI) stanno sviluppando nuovi dispositivi fotonici per controllare la luce nella banda di frequenza dei terahertz (THz). La ricerca su questa banda di frequenza – 1.000 volte più veloce di quella utilizzata per i componenti elettronici – sta progredendo rapidamente e potrebbe aprire nuove prospettive per l’osservazione e la manipolazione della materia. «La banda dei THz rappresenta la frontiera tra le tecnologie elettroniche e quelle fotoniche», spiega Laplace. «È una banda ricca di opportunità sia per la scienza che per la società, ma è ancora tecnologicamente sottosviluppata rispetto alle sue controparti elettriche e fotoniche. La creazione di cristalli fotonici potrebbe aprire la strada al superamento di questo divario».

La svolta: dal controllo spaziale a quello temporale

Questi cristalli fotonici sono materiali nanostrutturati con un motivo ottico periodico (simile a un reticolo) che controlla il flusso dei fotoni. Regolando in modo intelligente l’indice di rifrazione e le forme dei diversi materiali, essi possono bloccare, guidare o potenziare specifiche lunghezze d’onda, in modo simile a come i semiconduttori controllano gli elettroni.

In studi precedenti, questo gruppo di ricerca aveva dimostrato come la manipolazione della temperatura o dei campi magnetici potesse alterare le proprietà di cattura della luce dei cristalli fotonici, ma fino ad ora il loro controllo era statico nel tempo. Questo nuovo lavoro introduce i primissimi cristalli fotonici temporali, in cui le proprietà ottiche del materiale (ad esempio, riflettività, frequenza di risonanza) vengono modulate dinamicamente su scale temporali dell’ordine dei picosecondi, paragonabili al ciclo di oscillazione della luce stessa. «Estendendo i cristalli fotonici dallo spazio al tempo, apriamo una nuova dimensione per il controllo della luce – e un percorso innovativo verso l’amplificazione e l’emissione laser. Ciò potrebbe rappresentare una svolta epocale per le tecnologie ottiche alle frequenze dei terahertz e oltre», spiega Tingwen Guo, dottorando all’École polytechnique e autore principale della pubblicazione.

Superare l’ardua sfida tecnica

Per sbloccare la capacità di alterare le proprietà dei fotoni nel tempo, gli scienziati hanno dovuto costruire un dispositivo complesso e unico nel suo genere. Avvalendosi della collaborazione del Laboratoire Albert Fert di Thales e dei laboratori di Fisica delle Interfacce (PICM) dell’École polytechnique, hanno creato uno speciale tipo di cristallo fotonico, denominato «metamateriale plasmonico». Si tratta di strutture merlate in oro su scala micrometrica, sotto le quali si trova uno strato isolante e, infine, un materiale semiconduttore costituito da una miscela di indio e antimonio. Queste merlature fungono da cavità che intrappolano i fotoni di luce tra lo strato d’oro e quello semiconduttore; l’eccitazione della superficie di questo semiconduttore porta alla formazione di «plasmoni di superficie», in cui gli elettroni si comportano come una sorta di onda collettiva in grado di catturare la luce e sostenerne le oscillazioni.

Inviando impulsi laser terahertz a questo dispositivo, grazie alla sorgente terahertz intensa e sintonizzabile in frequenza TELBE presso l’acceleratore ELBE dell’HZDR, i ricercatori hanno dimostrato che le proprietà ottiche del materiale, in particolare la sua capacità di riflettere la luce, venivano modulate in modo molto marcato su scale temporali estremamente brevi. Si tratta di un’impresa sperimentale, poiché ottenere una modulazione che fosse al tempo stesso molto forte (come costringere un oggetto a emettere un colore completamente diverso) e molto rapida (su scala di picosecondi – un miliardesimo di miliardesimo di secondo) era estremamente difficile. «La capacità unica di TELBE di generare impulsi terahertz ad alto campo e con fase stabile è stata fondamentale», ha confermato il dott. Jan-Christoph Deinert, coordinatore dell’impianto TELBE. «Senza questa infrastruttura, sarebbe stato impossibile ottenere la modulazione coerente e ultrarapida necessaria per il regime PTC».

Oltre alle osservazioni sperimentali, un modello teorico sviluppato dal dott. Marco Schiró, ricercatore presso il Collège de France, e dal suo team ha confermato i risultati sperimentali, fornendo una spiegazione del comportamento dei fotoni all’interno del dispositivo. È stato inoltre dimostrato che la modulazione temporale riduce della metà la dissipazione dei fotoni all’interno del metamateriale, ovvero la percentuale di fotoni che non vengono riflessi ma attraversano la superficie del materiale. «La teoria non solo riproduce l’esperimento, ma fornisce anche le basi per orientare le future scoperte relative a questo sistema», ha commentato con soddisfazione Schiró.

Aprire la strada a future applicazioni ottiche

Il prossimo passo sarà capire come impedire ulteriormente la dissipazione dei fotoni attraverso i cristalli, aumentando così il numero di fotoni intrappolati all’interno del dispositivo. A livelli elevati di amplificazione, potrebbero diventare la fonte di nuovi laser con una modularità senza pari. Questa svolta potrebbe trasformare il modo in cui utilizziamo la luce nella tecnologia, in particolare nella gamma dei terahertz. Consentendo la modulazione della luce su scale temporali così brevi, questi cristalli temporali fotonici ci avvicinano a nuovi tipi di laser ultraveloci per l’imaging medico e le comunicazioni, e consentono la regolazione su richiesta delle proprietà della luce, come la modifica istantanea del suo “colore” o della sua intensità, per sistemi ottici più intelligenti e adattabili.

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