Plastica riciclata migliore grazie all'intelligenza artificiale

Analisi dei dati invece di lunghi test

02.04.2026
Hochschule Hof

L'industria delle materie plastiche si trova di fronte a una sfida importante: deve utilizzare più materiali riciclati pur garantendo la stessa qualità delle materie plastiche di nuova produzione. È proprio qui che entra in gioco il progetto "SmartReUSE". Finanziato dall'Unione Europea e dallo Stato Libero di Baviera, persegue un obiettivo chiaro: trattare i rifiuti plastici in modo da poterli utilizzare in modo affidabile ed efficace in nuovi prodotti.

I riciclati sono plastiche recuperate da residui di produzione o da prodotti usati. Si distingue tra "riciclati post-industriali" (PIR), che provengono da scarti di produzione industriale, e "riciclati post-consumo" (PCR), che provengono da prodotti precedentemente utilizzati, come gli imballaggi. Entrambe le tipologie saranno utilizzate in modo più esteso nel progetto, al fine di ridurre la dipendenza dal petrolio grezzo e le emissioni di CO₂. "Vogliamo dimostrare che la plastica riciclata non deve essere un compromesso, ma può essere una vera alternativa ai materiali vergini", spiega Michael Nase, responsabile del progetto e dell'Istituto per l'Economia Circolare dei Bio:polimeri (ibp) dell'Università di Scienze Applicate di Hof.

Analisi dei dati invece di lunghi test

In pratica, l'uso di plastiche riciclate è spesso impegnativo perché le loro proprietà possono variare. A volte sono particolarmente forti, a volte meno resistenti; a volte reagiscono al calore in modo diverso dal previsto. Le cosiddette proprietà termiche descrivono il comportamento in presenza di variazioni di temperatura. Le proprietà reologiche indicano la fluidità di una plastica allo stato fuso e la facilità di lavorazione. Le proprietà fisico-chimiche si riferiscono, ad esempio, alla composizione e alla struttura del materiale. A queste si aggiungono le proprietà meccaniche, come la resistenza o la flessibilità del componente finito. Tutte queste proprietà vengono attentamente esaminate e documentate nell'ambito del progetto.

I dati risultanti sul materiale e sul processo vengono analizzati con un software di riconoscimento dei modelli. In altre parole, un programma informatico cerca in grandi serie di dati le relazioni ricorrenti tra le condizioni del materiale, i parametri di lavorazione e la qualità del prodotto finale. Su questa base, vengono sviluppate raccomandazioni concrete, ad esempio per quanto riguarda il rapporto di miscelazione di diverse materie plastiche o l'uso di additivi e stabilizzanti. Gli additivi sono sostanze che migliorano proprietà specifiche, come la durata. Gli stabilizzatori contribuiscono a far sì che il materiale invecchi più lentamente se esposto al calore o alla luce. "Il nostro obiettivo è fornire alle aziende raccomandazioni chiare e pratiche", afferma Michael Nase. "Dovrebbero essere in grado di decidere più rapidamente quale miscela di materiali e quali impostazioni della macchina porteranno ai risultati desiderati".

Stretta collaborazione con le aziende regionali

Il progetto viene portato avanti dall'Università di Scienze Applicate di Hof in stretta collaborazione con l'ibp e l'Istituto per i Sistemi Informativi (iisys), insieme a diversi partner industriali. Tra questi, l'azienda di riciclaggio KomRec-ReCond GmbH; le aziende di lavorazione della plastica Kirschneck GmbH, BKW Kunststoff GmbH, WIKUTEC GmbH e Kunststofftechnik Schnitzler GmbH & Co. KG; il produttore di strumenti analitici Erich Netzsch B.V. & Co. Holding KG e la società di software smartlytic GmbH. Attraverso progetti di riciclaggio personalizzati per le aziende partecipanti, il software di riconoscimento dei modelli sviluppato viene convalidato e reso utilizzabile per le piccole e medie imprese (PMI).

Il progetto va dal 2025 al 2028. Nel primo sottoprogetto vengono analizzati diversi flussi di plastica da imballaggio HDPE post-consumo. HDPE è l'acronimo di "polietilene ad alta densità", una plastica particolarmente resistente e ampiamente utilizzata per bottiglie e taniche. L'obiettivo è lavorare questo materiale in modo da poter produrre nuovamente film di alta qualità.

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