Inaugurato presso il PSI un impianto dimostrativo per la produzione di carburante sostenibile per l'aviazione
La startup svizzera Metafuels prevede di avviare, a partire dal 2030, il primo impianto commerciale per la produzione di carburante sostenibile per l'aviazione (SAF) utilizzando la tecnologia “aerobrew”
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Uno sguardo al futuro del volo: il 20 agosto è stato inaugurato ufficialmente l’impianto dimostrativo “aerobrew” nel campus dell’Istituto Paul Scherrer (PSI). Si tratta di un progetto congiunto del PSI e dell’azienda Metafuels, con sede a Zurigo. Qui si sta testando e preparando alla commercializzazione la produzione di carburante sostenibile per l’aviazione: cherosene sintetico prodotto in modo eccezionalmente efficiente.
Partendo da acqua, elettricità rinnovabile e anidride carbonica proveniente da fonti sostenibili, si intende ottenere carburante per l’aviazione di alta qualità e a impatto zero sul clima. Questo è l’obiettivo dei ricercatori dell’Istituto Paul Scherrer (PSI) in collaborazione con l’azienda zurighese Metafuels. Il 20 agosto 2026 il loro progetto innovativo, che unisce scienza e industria, ha preso forma con l’inaugurazione dell’impianto dimostrativo «aerobrew» nel campus del PSI. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato oltre 150 ospiti provenienti dal mondo della scienza, della politica, dell’industria e del settore energetico, tra cui Dieter Egli, membro del Governo cantonale di Argovia; Francine Zimmermann, direttrice dell’Ufficio federale dell’aviazione civile; e Jens Fehlinger, amministratore delegato di Swiss International Air Lines (SWISS).
Con il nuovo impianto dimostrativo, la tecnologia emergente «aerobrew» viene ora utilizzata per la prima volta in un impianto progettato su scala industriale. Si tratta di un nuovo processo catalitico per la produzione di carburante sintetico per aerei – noto come SAF, acronimo di «sustainable aviation fuel» (carburante sostenibile per l’aviazione) – che i ricercatori del PSI e il team di Metafuels hanno sviluppato e brevettato congiuntamente. Il progetto combina in modo mirato la ricerca scientifica con lo sviluppo industriale per trasformare le nuove scoperte in applicazioni pratiche.
«Al PSI conduciamo ricerca per la società. La transizione energetica è una delle principali sfide che stiamo affrontando attualmente», afferma Christian Rüegg, direttore del PSI. «L’inaugurazione dell’impianto dimostrativo “aerobrew” rappresenta una tappa fondamentale nel percorso verso un’aviazione più sostenibile. Siamo orgogliosi che la nostra ricerca all’avanguardia stia dando un contributo fondamentale a questo passo verso la produzione industriale.”
Dal metanolo verde al carburante sostenibile
«Abbiamo sviluppato con successo “aerobrew” insieme a Metafuels su scala di laboratorio. Con il nostro impianto dimostrativo, stiamo ora testando il processo in condizioni reali», afferma Marco Ranocchiari, ricercatore presso il Centro per le scienze energetiche e ambientali del PSI, che guida il coinvolgimento del PSI nel progetto “aerobrew”. «Questo ci consentirà di ottimizzare ulteriormente la tecnologia e di creare le condizioni per la produzione industriale».
Il nuovo impianto del PSI è progettato per produrre 50 litri di SAF al giorno. Si tratta del primo impianto al mondo a riunire sotto lo stesso tetto tutte le fasi di produzione necessarie per sintetizzare carburante per l’aviazione a partire dal metanolo.
«I viaggi internazionali e le catene di approvvigionamento globali continueranno a dipendere dal trasporto aereo», spiega Saurabh Kapoor, cofondatore e amministratore delegato di Metafuels. «Ecco perché abbiamo sviluppato un prodotto che può essere integrato nelle infrastrutture aeroportuali esistenti e utilizzato nei motori a reazione convenzionali, riducendo al contempo in modo significativo le emissioni dannose per il clima». Metafuels prevede di mettere in funzione il primo impianto commerciale per la produzione di SAF utilizzando la tecnologia «aerobrew» a partire dal 2030.
Il processo «aerobrew» non richiede combustibili fossili e garantisce una maggiore selettività – ovvero un miglior rapporto tra resa e ricavi – rispetto ai metodi di produzione di SAF utilizzati in precedenza. Le materie prime sono l’acqua, dalla quale si ricava idrogeno utilizzando elettricità sostenibile, e l’anidride carbonica. Quest’ultima può essere ricavata, nel breve termine, da fonti biogeniche quali legno o scarti vegetali e, nel lungo termine, direttamente dall’atmosfera. L’idrogeno e l’anidride carbonica vengono trasformati in metanolo verde. Infine, entra in gioco la tecnologia «aerobrew»: essa genera cherosene sostenibile a partire dal metanolo verde.
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