Premio “KlarText” per la comunicazione scientifica 2026: la Fondazione Klaus Tschira premia sette ricercatori

Articoli come “Buone notizie per chi non ama i cavoletti di Bruxelles”, “Il laboratorio in formato francobollo” o “Con la matematica si arriva più in fretta al farmaco” hanno convinto la giuria

26.10.2026

Ma cosa hai fatto esattamente nella tua tesi di dottorato? La Fondazione Klaus Tschira premia le risposte più convincenti a questa domanda con il Premio KlarText per la comunicazione scientifica. Il 22 ottobre 2026, a Heidelberg, sette giovani ricercatori sono stati premiati per i loro contributi, comprensibili a tutti, sulle loro tesi di dottorato. Dal 1997 il Premio KlarText promuove il dialogo tra la scienza e il pubblico: rafforza le competenze comunicative dei giovani ricercatori e sensibilizza sull’importanza della comunicazione scientifica in generale.

Klaus Tschira Stiftung

Ricevono il Premio KlarText per la comunicazione scientifica: fila superiore (da sinistra a destra): il dott. Phil Richter, il dott. Thomas Arne Hensel, il dott. Daniel Racek, il dott. Hannes Westphal. Seconda fila (da sinistra a destra): il dott. Julian Mangott, il dott. Felix Spiske, la dott.ssa Meike Hettwer

«Una buona comunicazione scientifica è ormai da tempo molto più di un semplice dialogo con il pubblico interessato. Anche all’interno della comunità scientifica, ad esempio nei team multidisciplinari, i ricercatori devono trovare un linguaggio comune che vada oltre la propria area di specializzazione», afferma Lilian Knobel, direttrice per la comunicazione scientifica e la formazione della Fondazione Klaus Tschira.

I vincitori del Premio KlarText per la comunicazione scientifica 2026 sono (con l’indicazione dell’università presso la quale hanno conseguito il dottorato):

  • Biologia: Dr. Phil Richter (Università Tecnica di Monaco di Baviera) «Buone notizie per chi non ama i cavoletti di Bruxelles»: o li si ama o li si odia: gli alimenti amari. Eppure le sostanze amare possono essere salutari. Alcune di esse non si sentono nemmeno, perché si formano solo nello stomaco.
  • Chimica: Dr. Hannes Westphal (Università di Lipsia) «Il laboratorio in formato francobollo»: un laboratorio chimico così piccolo che i suoi minuscoli componenti sono quasi invisibili a occhio nudo: i sistemi «Lab-on-a-Chip» sono economici e si dimostrano efficaci, ad esempio, nei test sui catalizzatori.
  • Informatica: Dr. Daniel Racek (Università Ludwig-Maximilians di Monaco di Baviera) «Fare luce sulla nebbia di dati in guerra»: i satelliti radar forniscono regolarmente dati liberamente accessibili sulla superficie terrestre, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche e dalla luce del giorno. Queste immagini possono aiutare nella valutazione dei danni di guerra.
  • Matematica: Dr. Julian Mangott (Università di Innsbruck) «Con la matematica più velocemente al farmaco»: i computer svolgono un ruolo sempre più importante nella ricerca di nuovi principi attivi. Tuttavia, anche i supercomputer spesso falliscono nelle simulazioni – un problema che può essere risolto con un espediente matematico.
  • Neuroscienze: dott.ssa Meike Hettwer (Università Heinrich Heine di Düsseldorf) «Il cervello in fase di trasformazione»: durante il passaggio dall’infanzia all’età adulta, il nostro cervello assomiglia a un grande cantiere. In questa fase della vita i giovani sono vulnerabili alle crisi psicologiche e hanno bisogno di un sostegno amorevole.
  • Fisica: Dr. Thomas Arne Hensel (Università di Heidelberg) «Luci spente, si gira»: le proteine sono minuscole macchine che cambiano continuamente forma. Ma i loro movimenti sono così piccoli e rapidi che è quasi impossibile osservarli. Grazie a un nuovo metodo, è stato ora possibile rendere visibili per la prima volta i rapidi cambiamenti di forma di una struttura di DNA artificiale: un passo importante per poter osservare in futuro anche le proteine all’opera.
  • Infografica: Dr. Felix Spiske (Università Tecnica Bergakademie di Freiberg) «L’ago nel pagliaio»: alcune sostanze sono disciolte nell’acqua in concentrazioni talmente basse da essere quasi impossibili da misurare. Tuttavia, la loro impronta molecolare può essere amplificata grazie a un metodo innovativo. Si tratta di: aria compressa.

Per il concorso di quest’anno, circa 250 dottorandi hanno presentato i propri contributi relativi alla tesi di dottorato, sotto forma di articoli o infografiche. I contributi sono stati sottoposti a una procedura di valutazione in tre fasi da parte di una giuria composta da scienziati e giornalisti. I vincitori riceveranno ciascuno un premio in denaro di 7.500 euro.

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