Gli scienziati scoprono un metodo che potrebbe portare alla realizzazione di batterie con una maggiore durata
Un nuovo metodo di misurazione consente di prevedere le prestazioni dei materiali delle batterie senza ricorrere a test di laboratorio approfonditi
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I ricercatori dell’Università di East London hanno contribuito allo sviluppo di un nuovo metodo per prevedere il comportamento di diverse sostanze chimiche, che potrebbe aiutare a identificare i materiali più adatti a migliorare le prestazioni, ad esempio quando utilizzati nelle batterie, senza dover ricorrere a esperimenti costosi e dispendiosi in termini di tempo.
Il metodo si concentra sugli anioni, particelle con carica negativa che svolgono un ruolo importante nelle batterie e in molti altri processi chimici. Anioni diversi interagiscono con altre sostanze in vari modi, e la facilità con cui condividono i propri elettroni con altri atomi può influenzare il loro comportamento nelle reazioni chimiche.
Pubblicato sul *Journal of the American Chemical Society*, lo studio introduce un nuovo modo di misurare come le diverse sostanze chimiche interagiscono con i materiali utilizzati nelle batterie. Utilizzando la spettroscopia fotoelettronica a raggi X (XPS), che funziona irradiando un materiale con raggi X per identificare esattamente quali elementi sono presenti e come sono legati chimicamente, hanno misurato con quanta forza specifici atomi all’interno degli anioni trattengono i propri elettroni. Hanno poi utilizzato modelli al computer per ricreare virtualmente queste misurazioni, riuscendo così a prevedere il comportamento dei materiali per batterie più promettenti senza dover ricorrere a test di laboratorio approfonditi.
Le potenziali applicazioni potrebbero anche andare oltre le batterie. I ricercatori sperano che i loro risultati possano, a lungo termine, essere utilizzati per costruire un database di molti elementi diversi, che potrebbe alimentare l’apprendimento automatico e l’intelligenza artificiale, aiutando gli scienziati a compiere nuove scoperte chimiche più rapidamente.
Il dottor Richard Matthews, docente senior di Chimica Fisica e Computazionale presso l’UEL e coautore dello studio, ha affermato: «Ora abbiamo un quadro molto più chiaro di come gli anioni interagiscono con altri materiali, e questo apre alcune possibilità entusiasmanti. Essendo in grado di prevedere queste interazioni, possiamo concentrare i nostri sforzi sui materiali che si dimostrano più promettenti per la realizzazione di batterie migliori e per altre applicazioni».
Nota: questo articolo è stato tradotto utilizzando un sistema informatico senza intervento umano. LUMITOS offre queste traduzioni automatiche per presentare una gamma più ampia di notizie attuali. Poiché questo articolo è stato tradotto con traduzione automatica, è possibile che contenga errori di vocabolario, sintassi o grammatica. L'articolo originale in Inglese può essere trovato qui.